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Moie: "Bora, siamo agli sgoccioli"

30/01/10

Moie (Ancona) - Ancora 48 ore per decidere del futuro della Bora e dei suoi 120 lavoratori. Lunedì mattina scadono i termini per la votazione del concordato preventivo. L’ultima occasione per salvare l’azienda. Se non sarà colta, la Bora srl andrà verso il fallimento. Ma nessuno vuole crederci. Nessuno, lavoratori, proprietà, sindacati, amministrazione comunale e Regione, vogliono abbandonare le speranze. Che ancora ci sono. E mettono in campo tutte le proprie forze, consapevoli tuttavia che dipenderà da loro: dalle banche. A rinnovare l’appello agli istituti di credito del territorio, dopo il sindaco Giancarlo Carbini e l’assessore regionale al Lavoro Fabio Badiali, è il segretario provinciale della Fiom Cgil Gianluca Toni. Il sindacato, a nome dei lavoratori della Bora, si rivolge per l’ennesima volta alle banche.

“Siamo agli sgoccioli, entro lunedì – spiega – si potrebbe decidere il destino di centinaia di famiglie. In questi giorni, dalla manifestazione del 15 gennaio all’incontro avuto con la terza commissione della regione Marche, il 21 gennaio, sono giunte notizie positive. Alcune banche hanno espresso voto favorevole all’omologa del concordato preventivo, ma tuttavia il loro credito non è sufficiente per garantire la prosecuzione della procedura concorsuale”.
Toni rivela come i lavoratori vivano ogni giorno “con la speranza che si raggiunga il quorum per far omologare la proposta di concordato”. La speranza, dopo il sì di alcuni istituti di credito, era per un effetto trainante. Ma il fatto che le altre banche interessate non abbiano ancora espresso il loro parere “rende la situazione – spiega il segretario provinciale della Fiom Cgil – ancora più stressante e delicata. La prosecuzione dell’attività lavorativa non sembra essere messa in discussione da qui a breve, ma sicuramente in caso di mancata omologa del concordato ci potrebbero essere dei risvolti negativi sul mantenimento della clientela attuale e sulla conferma di eventuali commesse future. Tali sviluppi che sembrano non interessare le banche si ripercuoteranno in definitiva sempre sulle maestranze che potrebbero essere coinvolte in una procedura di mobilità con conseguente perdita del posto di lavoro”.
La Bora è una delle aziende più importanti per il territorio della Vallesina. Il titolare e fondatore, Elio Bora, aveva rivolto nei giorni scorsi un accorato appello affinché fosse impedita la chiusura di un’impresa che dà lavoro a tante famiglie e che, nonostante il rischio di fallimento, continua ad avere commesse di lavoro.
 

Redazione Anconainforma.it

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