Moie (Ancona) - Ultima chiamata per la Bora, l’azienda specializzata nella produzione di stampi, che nonostante gli ordinativi in agenda rischia di vedere a rischio il proprio futuro. Domani scadono infatti i termini per aderire al concordato preventivo e a mezzogiorno di ieri l’altro nessun istituto di credito aveva fatto pervenire la propria disponibilità. Le banche continuano a rispondere picche nonostante gli appelli lanciati a più riprese dalle istituzioni - a cominciare dal sindaco , dall’assessore regionale al Lavoro e dai presidenti dell’assemblea legislativa e della commissione competente - e dai dipendenti che nei giorni scorsi avevano organizzato un corteo di protesta, con tanto di blocco della circolazione.
Sono 124 i posti a rischio. L’azienda vive un vero e proprio paradosso: può contare su un pacchetto ordinativi di tutto rispetto, manodopera qualificata e macchinari d’avanguardia. Tutto ciò mentre pende lo spettro del concordato preventivo. Domani in tribunale scade il termine per l’adesione. Ma alla vertenza della Bora si aggiungono quelle riguardanti altre realtà della Vallesina,prosegue l’impegno della Regione nei confronti delle problematiche legate alla crisi occupazionale .