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E' scomparsa Derna Scandali, partigiana e sindacalista

Era cittadina benemerita di Ancona

23 congressi prov. pensionati 1977 - click per ingrandire 10/03/10

Ancona - Si è spenta questa mattina alle 6.30 nella casa di riposo Benincasa di Ancona, Derna Scandali. Nata ad Ancona il 12 febbraio del 1912, partigiana, sindacalista. La camera ardente sarà allestita nella casa di riposo. 
La camera ardente è stata allestita nella casa di Riposo Benincasa di Ancona (via Podesti, 9) e può essere visitata dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Sabato 13 marzo la salma sarà tumulata nel cimitero di Tavernelle, alle ore 10.30 si svolgerà una cerimonia di saluto nel piazzale antistante il cimitero.

PROFILO BIOGRAFICO DERNA SCANDALI

Nasce ad Ancona il 12 febbraio del 1912. Figlia di un vetturino repubblicano, Cesare, e di un’impiegata anarchica, Asia Brignoccoli, riceve un’educazione fortemente orientata verso l’antifascismo. Dopo la licenza elementare e la prematura scomparsa di dei suoi due fratelli (1926) e della madre (1928), viene assunta come operaia presso la ditta di abbigliamento “Luigi Giannini”, dove svolge la mansione di collaudatrice fino al 1943. In seguito allo scoppio della guerra e ai bombardamenti, si trasferisce con la famiglia nel comune di Agugliano, alla periferia di Ancona. Qui entra in contatto con un distaccamento del Gap di Jesi e inizia a svolgere il ruolo di staffetta. Nel gennaio 1944 è segretaria di cellula del Pci di Agugliano. Dopo la liberazione e il ritorno nel capoluogo, partecipa attivamente alla nascita dei gruppi di difesa della donna e dell’Udi, impegnandosi in numerose iniziative per la ricostruzione del tessuto sociale della città e per l’accoglienza dei reduci dal fronte. Contemporaneamente svolge un’intensa attività di propaganda per il Pci nella sezione “Mario Zecca”, collaborando tra l’altro con l’organo di stampa locale “Bandiera Rossa”. Nella prima metà del 1945, su richiesta del partito, si iscrive alla scuola centrale del Pci a Roma, dove frequenta un corso di tre mesi con altri quarantacinque militanti. Tra i docenti si segnalano Palmiro Togliatti, Lucio Lombardo Radice e Celeste Negarville. Tornata ad Ancona, entra a far part3e delle locale Camera del lavoro, riaperta il 18 luglio del 1944, all’indomani della liberazione della città ad opera della II Armata polacca. Pochi mesi dopo, nel luglio del 1945, partecipa al Convegno provinciale del Pci, che si tiene ad Ancona ed è presieduto da Adele Bei, durante il quale viene annunciata la nascita della Commissione consultiva femminile della Camera del lavoro. Nel novembre dello stesso anno diventa uno dei componenti del comitato federale del Pci della provincia di Ancona.
Derna ricopre l’incarico di segretaria della commissione femminile della Cdl di Ancona dal 1945 al 1955, con una parentesi presso la camera del lavoro di Macerata dal 1948 al 1949, dove svolge la stessa mansione. In questo periodo visita decine di fabbriche disseminate nel territorio, portando avanti numerose battaglie sindacali significative. Dopo una prima intensa campagna in favore del tesseramento, conduce importanti vertenze che mirano principalmente al miglioramento degli ambienti di lavoro frequentati da operaie. Presso le Cartiere Miliani di Fabriano, dove nel 1945 seicento dei novecento operai complessivi erano donne, si seguito a uno sciopero indetto dalla Cgil su richiesta della Commissione femminile, si ottiene l’installazione di un impianto di depurazione dell’aria presso il reparto cernita, nel quale è altissima la percentuale di operaie con gravi patologie croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchite).
Successivamente si occupa a fondo delle condizioni di lavoro nelle filande che costituiscono, esclusa la cartiera di Fabriano, le più antica attività manifatturiera della provincia di Ancona. Tra i traguardi raggiunti si rilevano la regolarizzazione dei molti contratti e l’iscrizione della manodopera femminile agli istituti previdenziali, fino alla progressiva chiusura degli stabilimenti per la crisi del settore, che scomparirà nei primi anni cinquanta.
Derna si dedica molto anche al problema del lavoro sommerso a domicilio, svolto principalmente dalle donne. Tra i settori che vi ricorrono maggiormente, la commissione femminile individua quello degli strumenti musicali. Nel 1951 la commissione svolge un’inchiesta sulle condizioni di lavoro delle operaie a domicilio e denuncia non solo il fatto che, a parità di lavoro e qualifica, una donna viene retribuita con un salario più basso del 30% rispetto a quello di un uomo, ma anche che nella maggior parte dei casi non sono versati i contributi sociali, non vengono pagate le ore di straordinario e sono impiegata lavoratrici minorenni. La commissione femminile affronta spesso il problema della maternità, chiedendo ripetutamente la creazione di camere di allattamento e di asili nido all’interno almeno delle aziende più grandi. Nel corso del suo mandato Derna realizza numerose iniziative rivolte ai bambini, tra le quali le colonie estive, le visite dei luoghi di lavoro per gli alunni delle scuole elementari, le adozioni temporanee dei figli dei lavoratori in sciopero (ad esempio, dei braccianti di San Severo di Puglia nel 1950).
Nel 1953 organizza la Conferenza provinciale della Donna lavoratrice, al termine della quale viene approvata la Carta rivendicativa della lavoratrici anconetane, nella quale le richieste salenti sono: un livello massimo di sperequazione tra uomo e donna del 13%, l’applicazione integrale della legge sulla maternità e infanzia, con l’estensione anche alle mezzadre e alle lavoratrici statali, la conservazione del posto di lavoro dopo il matrimonio, l’approvazione di un progetto di legge a tutela delle lavoratrici a domicilio, il rispetto sul luogo di lavoro della personalità e della dignità delle lavoratrici.
Con la sua uscita dalla Cdl nel 1955 l’attività della commissione femminile camerale, di fatto, si conclude. Da questa data fino al 1970 Derna continua a militare nel Pci, senza tuttavia ricoprire incarichi. Nel 1970 entra nella direzione nazionale dello Sindacato pensionati italiani, dove rimane fino al 1978. Nel 1987 il comune di Ancona le assegna la cittadinanza benemerita per l’impegno in favore della tutela dei diritti e della dignità delle persone anziane e nel 1988 il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, le consegna a Roma un riconoscimento per la lunga militanza nel sindacato.

Scheda biografica a cura di Laura Volponi
Da Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche, 1900-1970
A cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini
Ediesse, Roma 2006
 

Redazione Anconainforma.it


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Con Di Vittorio nel 1952
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In ufficio alla camera del lavoro di ancona
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  • 11/03/10 Da: Manuela C. - Ciao compagna Derna!
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