01/03/10
Ancona - Aeroporto di Falconara “blindato” sabato pomeriggio, per l’arrivo di un carico di quaranta icone ucraine e una selezione di preziosi oggetti e paramenti liturgici,del valore di USD 5.758.000.- destinato alla Mostra “L’Epoca d’Oro delle Icone Ucraine”, ospitata alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 3 marzo al 9 maggio 2010.-
Ancora una volta, lo scalo aeroportuale marchigiano si conferma punto di interesse nella logistica delle spedizioni.
Grazie alla brillante iniziativa del sig. Talevi Lorenzo della CSD TALEVI SRL, Casa di spedizioni e Agenzia doganale operativa ad Ancona dal 1982,il carico di icone, inizialmente programmato per un trasporto via camion è stato imbarcato su un volo noleggiato dalla stessa, utilizzando il cargo che tocca settimanalmente il Sanzio, proveniente dall’aeroporto ucraino di Dnepropetrovsk.-
Non prima ad iniziative del genere, la CSD TALEVI SRL, con sede operativa nell’Aeroporto di Falconara dal 1997, ha sempre creduto nello sviluppo dello scalo aeroportuale facendosi spesso promotrice presso i propri clienti delle direttrici servite dallo scalo.
Con la collaborazione di tutti gli operatori aeroportuali, dopo l’espletamento delle formalità doganali, curate dalla sig.ra Talevi Cristiana, doganalista, specializzata nel settore dei beni culturali, le opere sono state depositate sotto vigilanza armata nei magazzini aeroportuali in attesa del trasporto alla Mole Vanvitelliana di Ancona avvenuto lunedì mattina.
La preziosa partita al termine della mostra rientrerà in Ucraina sempre a mezzo di un volo charter in partenza dall’Aeroporto R.Sanzio.
Per la prima volta in Italia una straordinaria raccolta di icone ucraine datate tra il XVI al XVIII secolo. A partire dal 3 marzo la Mole Vanvitalliana di Ancona ospita “L’Epoca d’Oro delle Icone Ucraine”.
Oltre quaranta icone provenienti dalla Riserva Nazionale storico-culturale di Kyiv-Pechersk e Museo Nazionale “Andriy Sheptytskyi” di Lviv e una raffinata selezione di oggetti e paramenti liturgici, realizzati con preziose sete e decorate con ricami in oro e argento, regaleranno al pubblico un interessante panorama sulla produzione artistica nel territorio ucraino dal XVI al XVIII sec.
La rassegna, curata da Serhiy Krolevets, Direttore Generale della Riserva Nazionale storico-culturale di Kyiv-Pechersk e da Giovanni Morello, Presidente della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa, è sostenuta dall’Ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede, dalla Regione Marche, dal Comune di Ancona, con il contributo del Rotary Club Ancona - Conero e dell’Api – raffineria di Ancona, e organizzata da “Artifex - comunicare con l’Arte” e si inserisce all’interno delle iniziative culturali in preparazione del Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà in Ancona dal 3 all’11 settembre 2011.
In mostra sarà possibile ammirare alcune delle icone più belle consacrate a Maria, come la Vergine Odigitria, che indica il cammino, cioè Gesù, oppure la Madonna della Chiesa della Trinità di S. Illya o la Madonna di Pochayiv: fra le immagini mariane più venerate in Ucraina, dove la devozione alla Santa Vergine è testimoniata sin dai primi tempi della sua cristianizzazione.
Le icone ucraine
Il cristianesimo in Ucraina ha una storia ormai millenaria. Secondo una antica tradizione sarebbe stato l’apostolo Andrea, il fratello di Pietro, a predicare per primo il Vangelo nelle regioni attorno al Mar Nero. Ma bisogna giungere a prima dell’anno Mille, sotto il regno del principe Igor (914-945), per trovare delle comunità cristiane fiorenti nei territori della Rus’ di Kyiv. La moglie di Igor, Olga, reggente alla morte del marito (945-957), ricevette ufficialmente il battesimo e mantenne relazioni amichevoli sia con Bisanzio che con l’imperatore Ottone I, a cui chiese l’invio di un vescovo per proseguire l’opera di evangelizzazione. Furono però essenzialmente i monaci bizantini a diffondere la Buona Novella in tutto il territorio ucraino. Nel 988 è il Gran Duca Volodymyr (Vladimiro) il Grande, artefice dell’unificazione politica e religiosa della Rus’ che allora si estendeva dal Mar Baltico al Mar Nero, ad abbracciare ufficialmente la fede cristiana a nome di tutta la sua Nazione, ricevendo il battesimo sulle rive del Dniepr insieme a tutti i nobili ed al popolo di Kiev. Da Kiev la fede cristiana si sarebbe ben presto diffusa in tutte le terre dell’Ucraina, della Russia e della Bielorussia.
Con il cristianesimo entrava in quelle terre anche lo splendore della liturgia bizantina, espresso nel sontuoso decoro dei suoi parati liturgici e, soprattutto, nella maestosa ieraticità delle sante icone. Nella tradizione cristiana orientale l’icona costituisce infatti la forma principale dell’arte liturgica, ma è anche il mezzo privilegiato di contatto con il sacro. In una prima fase la produzione delle icone nelle terre dell’antica Ucraina si riallacciò direttamente alla produzione costantinopolitana, da cui trasse stile ed ispirazione. Successivamente le icone ucraine acquistarono una loro precisa identità, che rispecchiava anche le peculiarità delle diverse tradizioni locali.
Nel corso del XVI secolo sono soprattutto gli artisti delle regioni della Galychyna e della Volynia a produrre opere significative, che pur conservando i temi ed i canoni di Bisanzio, come quello del Pantocrator o “Salvatore Onnipotente”; una icona del quale ci accoglie all’ingresso della mostra, non ne riproduceva più pienamente lo stile. Infatti lo stile delle icone ucraine, posteriori al secolo XV, è ormai sottolineato dalla solennità delle forme, da una lineare plasticità e dall’intensa colorazione che costituiscono i caratteri peculiari dello stile classico dell’icona ucraina.
Nei due secoli seguenti sono soprattutto le regioni di Kiev e di Cernighiv ad assumere un ruolo determinante nella produzione delle icone, mentre presso la Lavra di Kiev-Pecersk (Monastero delle Grotte di Kiev), il principale centro religioso della Chiesa Ortodossa in Ucraina, prende vita la scuola di pittura, aperta alle influenze dell’arte occidentale, sia per l’iconografia che per lo stile, come si può osservare in diverse delle opere esposte, che rivelano la stessa identità cristiana ed europea della contemporanea arte dell’Occidente
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